SALONE DEL MOBILE 2004
ZOOM
STUDIO JOB
Arredi in fusione di alluminio a cera persa e nuove edizioni in bronzo a cura dello studio JOB
2004, 14 -19 APRILE, ORE 10 - 21
INAUGURAZIONE : COCKTAIL, MARTEDI 14 APRILE ORE 18
DILMOS, PIAZZA SAN MARCO 1, MILANO.
studio Job
location: "Stijfselstraat 10, B- 2000 Antwerp, Belgium
www.studiojob.be, office.studiojob.be"
t +31 (0)40 2525458 f +31 (0)40 2525463
PER INFORMAZIONI PREGASI CONTATTARE :
DILMOS, GIANANDREA CASTELLAZZI, MILANO
TEL 02 - 29002437, FAX 02 - 29002350
info@dilmos.it
" il lavoro di Job Smeets e Nynke Tynagel
e' dotato di un'autonomia rispetto agli schemi che fa' si' che essa ben si sintonizzi
con quelli che sono il carattere e la storia di Dilmos.
il loro modo di concepire il design entra nelle abitazioni non solo per essere
guardato ma anche per interagire nella vita e con i desideri delle persone.
abbiamo sempre apprezzato in modo particolare la loro creativita', la poetica
nella realizzazione delle loro creazioni, l'uso dei materiali e la qualita'
ed attenzione al metodo di lavoro.
e' per tutto questo che abbiamo deciso di riproporli per il secondo anno consecutivo."
Dilmos,2004,Milano
"....delle enormi sagome di insetti che procedono strisciando in ordine
significativo sulle finestre e sulle pareti dello spazio.
essi circondano dei singolari oggetti d'argento che si alternano con enormi
forme dorate: briciole di pane, mele e gioielli con diamanti...
sembra proprio di ossevare la scena attraverso una lente d'ingrandimento."
studio Job,2004,Anversa
La bellezza esteriore
Questanno la stagione dello Studio Job é gIà iniziata.
Infatti, durante la Settimana della Moda prêt - a - porter a Parigi, ha
impreziosito le collezioni di due stilisti con nuovi disegni per stoffe ed accessori,
tutti originati da ununica e preziosa idea. Ununica idea, ma applicata
ogni volta in modo diverso, una nuova evoluzione da utilizzare nelle presentazioni
milanesi. Studio Job è rinomato per la ricercata rappresentazione di
tracce visive e per gli elementi incastonati che alcune volte sembrano essere
limitati alle arti visive. Il lavoro oscilla tra il design e larte propria.
Per anni la forma dettava la funzione, ma Job sembrava andare in una direzione
completamente differente, stupendo lo spettatore con fiabe ed elementi decorativi.
Di conseguenza Job ha dato vita ad un opera irriducibile che ogni anno
viene arricchita di un nuovo capitolo.
La Dead Line di questanno è la rappresentazione di
insetti, che sembrava già dominare le passerelle parigine, e che sarà
protagonista di ulteriori sviluppi in questi due eventi milanesi. La rappresentazione
di insetti svela il sostanziale interesse di Smeets / Tynagel per loggetto
unico, osannato imperativo nel mondo artistico, che al contrario riveste unimportanza
marginale nel campo del design. La differenza tra loggetto unico e loggetto
prodotto a livello industriale secondo Job è solo relativa; entrambi
infatti scaturiscono da unidea. La Galleria Dilmos omaggia unillustre
rassegna di oggetti appartenenti a tale ambito del design e questanno
presenta una parte della storia di Job.
Zoom
Zoom è il nome della collezione che viene presentata in Dilmos questanno
e che diventa, per associazioni didee, una parola onomatopeica. Analizzando
le piccole e grandi espressioni della storia, dal presente al passato, per leternità,
tutto è solamente una rappresentazione della medesima cosa. Ciò
sembra trovare applicazione nella collezione di oggetti presentati in Dilmos.Anche
qui gli insetti sembrano avere preso il controllo dello spazio, il loro ronzare
in sottofondo è quasi udibile. Tuttavia la parte del protagonista la
fanno tre sedie, poste in cima a piedistalli di specchi. Per chi conosce Job,
questa scelta è a dir poco straordinaria.
Cosa si dovrebbe aspettare il pubblico da un designer che una volta pensò
che allinizio dellera industriale era ragionevole ritenere che tutti
avessero bisogno di una sedia? ora che tale richiesta è stata pienamente
soddisfatta non cè bisogno di crearne delle nuove.
Da un esame più approfondito delle sedie sembrano affiorare alcuni archetipi
dalla storia del design di tre diversi periodi: Luigi XVI, il minimalismo davanguardia
e il Pop, che danno vita ad un ricco cocktail stilistico. Le tre sedie sono
magnifiche, sembrano pavoneggiarsi come divinità, sfoggiando ognuna le
proprie qualità sui piedistalli di specchi, e altezzose seguitano a ripetere:
specchio, specchio delle mie brame
. Dopo tutto non è forse vero
che ogni epoca si ritiene superiore a quella precedente? La mela bronzea è
un trofeo in attesa del responso. Oppure è il diamante che alla fine
è il migliore amico delle donne?
Ciò significa che Job parla solo per aforismi? Sta cercando di dire che
il continuo rinnovamento è solamente unillusione? E che la lotta
per la forma ideale, dopo che la primaria necessità di sedersi è
stata appagata pienamente con la creazione della prima sedia, non è nientaltro
che un inganno, come mettere del vino vecchio in otri nuove? Forse Job vuole
convincere il suo pubblico che si tratta solo di apparenza e vanità?
Vuole insegnarci che come il diamante, ossia ioni di carbonio sottoposto a ripetute
pressioni, tornerà in polvere e non in carbonio e tutto, noi compresi,
è destinato a questunica, tragica fine?
Tuttavia qualcosaltro enfatizza il nesso
esistente tra le sedie, a parte il materiale atipico con cui vengono fabbricate,
ossia fusioni di alluminio lucidato. Tutte e tre sono riconoscibili stilisticamente
grazie alla struttura in cristallo di rocca. Non è chiaro se questa struttura
sia un elemento costruttivo simbolico, mediante il quale Job intende sottolineare
che non si tratta tanto del ritorno eterno del medesimo oggetto, ma che esiste
anche una reale e confortante bellezza in ogni epoca e in ogni nuovo design,
e che ogni forma è una manifestazione della singola idea e quindi un
unico, speciale e prezioso movimento, a prescindere dalla propria origine. Oppure
è comunque vero che larredamento sta decadendo, corroso dalle invisibili
ma determinate offese del tempo o forse rosicchiato dagli insetti con il loro
sordo ronzio e limpagabile voracità?
Chi può dirlo, Job probabilmente no."
- Sue-an van der Zijpp curatore arte contemporanea
Groninger Museum, Marzo 2004
SALONE DEL MOBILE 2004
PER DILMOS EDIZIONI :
"BOSCO
luogo del tempo e del sogno
Alessandra Baldereschi per du.mob
Unesperienza di benefico isolamento sarà il paesaggio
composto da una serie di arredi realizzati in materiali naturali: tappeti di
muschio e sedute di foglie di varie forme e dimensioni.
La lunga ricerca della designer ha come risultato la creazione di un materiale
che preserva le caratteristiche estetiche e sensoriali della natura viva ma
con la possibilità dellutilizzo, del lavaggio e della durata nel
tempo grazie allimpiego di due tecnologie: gli elementi organici, sottoposti
al processo di stabilizzazione, vengono poi inglobati nel lattice (anchesso
naturale).
TAPPETI: sono realizzati con vero muschio, in diverse dimensioni e sfumature
di verde, si possono calpestare, arrotolare e lavare come un normale tappeto.
E possibile richiedere tappeti in muschio su misura.
SEDUTE: sono realizzate con foglie vere di differenti forme e colori. Tre sono
le tipologie: poltrona, chaise-longue e pouff.
E possibile personalizzare le sedute scegliendo la tipologia di foglia
preferita.
da DILMOS
2004, 14 -19 APRILE, ORE 10 - 21
INAUGURAZIONE : COCKTAIL, MARTEDI14 APRILE ORE 18
DILMOS, PIAZZA SAN MARCO 1, MILANO.
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